Pagine

martedì 22 ottobre 2013

FOLIGNO: Sit-in del Blocco Studentesco al "Leonardo da Vinci".

Foligno, 22 Ottobre – "Il 10% in più? Umbria Mobilità l'abbonamento pagalo tu". Questa è la frase riportata sullo striscione del sit-in svolto questa mattina, davanti all'ITI “L. DA VINCI”, organizzato dal Blocco Studentesco, movimento che si batte da anni per i diritti degli studenti. Motivo della manifestazione sono stati gli ulteriori aumenti del 10% su tutti gli abbonamenti scolastici. “Non bastano le innumerevoli spese per i libri di testo, quest'anno le famiglie si sono viste aumentare anche gli abbonamenti scolastici” afferma Marco Rapaccini, responsabile regionale del Blocco Studentesco. “Siamo qui per esprimere il nostro dissenso riguardo l'ennesima politica di rincari. Il 10% in più su tutti gli abbonamenti, aumenti che andranno a colpire gli studenti e le loro famiglie. Gran parte dei cittadini quindi, si troverà a dover spendere dei soldi in più per raggiungere le scuole. Oltre al danno però, c'è anche la beffa: gli aumenti indicati non corrisponderanno come si potrebbe pensare ad un miglioramento dei servizi.” “La nostra protesta - conclude Rapaccini - non vuole essere qualcosa di campato in aria, ma un modo per ribadire che la strada intrapresa dagli enti preposti è quella sbagliata, perché non porta alla soddisfazione dei bisogni dei cittadini; e se quest'ultima, come sembrerebbe, non è la finalità delle azioni di chi ci amministra, allora toccherà poi ai cittadini fare le scelte del caso, quando sarà il loro turno all'interno dei seggi elettorali. Inoltre, in tutte le scuole, avvieremo una raccolta firme che presenteremo alla dirigenza di Umbria Mobilità, con il fine di incentivare l'ente ad accogliere le nostre proposte.”

sabato 19 ottobre 2013

TERNI: "Il popolo non è un bancomat", Casapound incappuccia i parchimetri.

Terni, 20 Ottobre - "Nonostante il periodo di forte crisi e il peggioramento delle condizioni del centro storico per le cause da noi più volte denunciate, il Comune di Terni, con l'ordinanza del 31 luglio n.110227, continua a vessare economicamente i suoi cittadini con l'introduzione di ulteriori 150 strisce blu, e con l'aumento del 10% della tariffa del posteggio". Lo afferma Piergiorgio Bonomi, responsabile di CasaPound Terni, in un comunicato che ha fatto seguito all'azione con la quale i militanti del movimento hanno incappucciato i parchimetri delle nuove aree a pagamento poste in via Lungonera Savoia, via Guglielmi, via delle Conce, via Barbarasa e Piazza Ridolfi. "Vista la scelta impopolare e ostile nei confronti del tessuto economico del centro cittadino e delle fasce più deboli della popolazione - aggiunge Bonomi - il comune ha cercato di giustificarsi dicendosi obbligato a rispettare l'accordo 'Project Financing', preso dalla precedente amministrazione per la realizzazione del parcheggio adiacente alla nuova sede comunale, che però di fatto elude tutte le normative che invece prevedono un numero minimo di parcheggi gratuiti, ovvero con strisce bianche. Visti questi motivi, e vista la nostra posizione da sempre contro la politica delle chiacchiere, abbiamo deciso di agire, e lo abbiamo fatto ancora una volta nel modo più eclatante, incappucciando i parchimetri incriminati e rivendicando l'azione con un volantino con su scritto: 'il popolo non e' un bancomat'. "Dal 2010 - conclude Bonomi - CasaPound Terni è al fianco dei cittadini ternani vessati da un'amministrazione incompetente, che spreca risorse senza effettuare tagli alla spesa pubblica, che usa i cittadini come una vera e propria cassa continua da spremere a piacimento per far quadrare i conti in cassa, prosciugata da una politica scellerata che sta uccidendo il centro storico e chi ha scelto di aprire coraggiosamente un'attività nonostante il grave periodo di crisi".

domenica 13 ottobre 2013

PERUGIA: Blitz a Ponte Felcino, presidio di Casapound contro il degrado.


Perugia, 12 Ottobre - "I Ponti hanno ucciso Boccali l'ha deciso" questo lo stricione al presidio dei militanti di CasaPound Italia Perugia a Ponte Felcino, "quartiere simbolo della periferia perugina che sta morendo", afferma Antonio Ribecco, responsabile cittadino del movimento.

In un comunicato che ha fatto seguito all'iniziativa, Ribecco aggiunge: "Paradossalmente pensavamo che la periferia avrebbe 'beneficiato' della morte del centro storico, ma non è così, e ci troviamo qui a celebrare anche la dipartita dei quartieri periferici di Perugia, a ricordare ai cittadini che i responsabili di tutto ciò sono le giunte comunali che si sono succedute negli anni, ultima in ordine di tempo proprio quella attuale, le cui politiche scellerate hanno trasformato le zone di periferia in veri e propri quartieri ghetto, scene abituali di guerre tra bande di etnie diverse e furti".

"Ci chiediamo - conclude Ribecco - quali benefici portino alla città tali situazioni di degrado, alimentate da un'immigrazione incontrollata tesa a creare manodopera per la criminalità organizzata, nuovi schiavi che illusi da un paradiso che non esiste raggiungono l'Italia con ogni mezzo per poi ritrovarsi per per strada a vivere di espedienti.


 


 

giovedì 3 ottobre 2013

TERNI: Casapound trova le "Cattedrali nel deserto" che per il Comune non esistono.

Terni, 3 Ottobre - "Stando a quanto afferma il Comune di Terni, in città non esisterebbero opere pubbliche incompiute, perlomeno non di competenza del comune stesso". Lo afferma Piergiorgio Bonomi, responsabile di CasaPound Italia Terni, in merito alle dichiarazioni del Comune rilasciate sulla base di una direttiva del Ministero alle Infrastrutture finalizzata a stilare l’elenco delle opere incompiute sul territorio nazionale.

"Noi però - continua Bonomi - un giro per il territorio comunale ce lo siamo fatti, e quelle opere che non dovrebbero esistere le abbiamo trovate e fotografate. Cominciamo dal circuito di scuola guida per disabili: era il 22 maggio del 2009 quando l’assessore comunale Pileri si vantava della realizzazione di una struttura unica in Umbria,  una pista speciale situata in zona San Giovanni finalizzata al conseguimento della patente da parte di persone diversamente abili. Il progetto, che doveva addirittura comprendere un simulatore di guida,  è costato 800 mila euro; dal 2009 è tutto all’abbandono.
La seconda opera fantasma è la Bocciofila Prampolini, struttura che avrebbe dovuto sostituire l'attuale bocciofila situata in via San Valentino in un edificio vecchio e fatiscente. Il nuovo edificio, che si estende per 200 mq più lo spazio verde esterno,  è stato realizzato solo a metà, e quanto costruito è ormai deteriorato.
C'è poi la 'Casa delle Musiche', un progetto utile quanto ambizioso che avrebbe dovuto soddisfare le esigenze di musicisti e compositori locali, che avrebbero avuto a disposizione modernissime attrezzature e soprattutto a costo zero. Il progetto rientrava nel più ampio programma urbano noto come 'contratto di quartiere Borgo Bovio', finanziato da Regione e Comune per oltre 1 milione e 400 mila euro; al momento è tutto completamente all’abbandono, situazione che comporta un incremento dei costi di oltre 100 mila euro. L’assessore Guerra afferma che entro il 2014 sarà completata, staremo a vedere ".

"Potremmo continuare parlando di altri sprechi del Comune di Terni - aggiunge Bonomi -  come ad esempio la metropolitana di superficie Terni - Cesi, che avrebbe dovuto prendere il via nell’autunno del 2008 ma che invece è ancora ferma. Uno spreco di denaro pubblico incredibile, che ha svuotato le casse comunali e che impedisce ad oggi ogni altro investimento: i soldi magari ora non ci sono più, ma di certo quando ci sono stati sono stati affossati in quelle opere che ora, dicono, non esistono".

"Ci auguriamo che la gente capisca da chi è amministrata - conclude Bonomi -  e che alle prossime elezioni comunali si ricordi di chi da  tre anni fa proposte serie e denuncia sprechi, degrado e malefatte di un Comune che sa solo chiedere soldi ai propri cittadini, per poi sprecarli in questo modo".
 




 

domenica 22 settembre 2013

TODI: Casapound protesta contro l'ubicazione del depuratore.

Todi, 21 Settembre - Azione Goliardica di CasaPound Todi, che nella giornata di oggi ha affisso uno striscione con scritto: "Per noi il depuratore va bene qui", nei pressi dell'abitazione del Primo cittadino della città. Il riferimento è alla delicata situazione della scelta del luogo dove verrà realizzato il nuovo depuratore cittadino, che si ergerà nella zona della Cascianella, a ridosso di uno dei quartieri più popolosi di Todi.
"I nostri tecnici - afferma Andrea Nulli, responsabile di Cpi Todi - hanno scelto questo sito per la realizzazione del depuratore: una scelta la nostra che non porterà nessun vantaggio tecnico nel funzionamento, anzi semmai il contrario, una scelta fatta esclusivamente per interessi 'occulti', come pare essere quella che ha fatto si che la 'Cascianella' sia il luogo predestinato alla realizzazione del nuovo depuratore. Siamo quindi sulla stessa lunghezza d'onda dei tecnici quelli veri, cambia solo il quartiere, il bacino di cittadini che si troveranno di fronte ad un nuovo panorama affacciandosi dalla finestra, e gli interessi. Resta solo il problema di dover rendere conto alle persone che per motivi squisitamente tecnici, diremo, si troveranno un depuratore sotto il balcone; ma a questo penseremo poi, magari alle prossime elezioni".


PERUGIA: Casapound riqualifica il Parco della Verbanella.


Perugia, 21 Settembre - "Abbiamo scelto questo parco perché è il simbolo della Perugia che muore". Lo afferma Antonio Ribecco, responsabile di CasaPound Perugia, subito dopo la riqualifica da parte dei militanti e dei simpatizzanti del movimento, di una zona del parco della Verbanella.

"Questo parco nonostante l'impegno costante di un volontario che ogni mattina raccoglie le immondizie varie continua Ribecco - tristemente famoso per lo spaccio di eroina e per le morti per overdose, è il punto d'inizio di una serie di azioni che ci impegneranno nella riqualifica di altri parchi della città abbandonati al degrado; non un'azione simbolica, ma una bonifica di quelle zone che la noncuranza della nostra amministrazione comunale e di alcuni fruitori dei parchi stessi, ha fatto si che i nostri figli siano costretti a giocare tra siringhe e rifiuti abbandonati".

"La caratteristica dei ragazzi di Cpi - conclude Ribecco - è quella di rimboccarsi le maniche e darsi da fare, senza perder tempo in sterili proteste fini a se stesse. È soprattutto dai più giovani che deve partire la spinta per rendere Perugia più viva e sicura, spetta a noi ascoltare e supportare in ogni momento le necessità e le richieste dei cittadini, visto che il nostro caro sindaco si dimostra aperto al dialogo solo ora ad elezioni imminenti.






PERUGIA: Blocco Studentesco contro il "caro mobilità"

Perugia, 11 settembre - Azioni contro gli aumenti dei biglietti e degli abbonamenti di Umbria Mobilità: "Anche quest'anno non possono mancare biglietti e abbonamenti troppo cari da pagare". Questo quanto si legge sugli striscioni esposti e sui volantini distribuiti dai militanti del Blocco Studentesco davanti ad alcuni istituti superiori della provincia, per denunciare i rincari del trasporto pubblico. 

"È inammissibile che Umbria Mobilità, con il consenso della provincia, effettui degli aumenti fino al 10% sugli abbonamenti scolastici e fino al 30% sui biglietti - afferma il movimento in una nota - andando così ad aggravare la situazione economica delle famiglie che stanno già affrontando il problema del caro-libri." 
E ancora: "Non possiamo accettare le scelte di Umbria Mobilità che cerca solo di far quadrare i propri conti, in rosso già da diverso tempo. Ecco perché amplificheremo la voce di protesta degli studenti e delle famiglie, lanciando una raccolta firme in tutti gli istituti della provincia al fine di smuovere le acque tra i dirigenti della società di trasporti, che evidentemente non si rendono conto, o se ne infischiano, del peso economico delle loro decisioni".

"Ci chiediamo - conclude il Blocco - come mai come sempre in Italia i 'super manager' non debbano pagare per le loro scelte scellerate, e perchè gli enti che avrebbero dovuto controllare i bilanci di Umbria Mobilità non hanno adempiuto al loro dovere, facendo si che a pagare siano stati sempre i cittadini.