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domenica 12 ottobre 2014

TODI: Nulli, “Raccolta differenziata tutta da rivedere”.

Todi, 12 Ottobre - “E’ fresca la notizia riguardante i traguardi raggiunti dal comune di Todi sulla raccolta differenziata, ma tra il dire ed il fare ci deve essere qualche cosa che non và”. Lo afferma Andrea Nulli, responsabile di Cpi Todi, che aggiunge: “Ci è giunta stamattina  una foto relativa alla situazione in cui versano i cassonetti della vicina frazione di Duesanti: se questo basta agli addetti ai lavori per posizionare Todi nei primi posti come trend di crescita della differenziata, con percentuali superiori al 50%, non osiamo pensare a come stanno messi gli altri comuni. Non possiamo davvero concepire come ci si possa far belli a suon di comunicati quando la situazione reale è quella visibile in foto, foto che riflette la situazione di molte frazioni, non solo quella alla quale si riferisce. D’altronde, se si spende tempo fatica e soldi in progetti inutili, come quello delle colonnine di ricarica per veicoli elettrici, non vediamo come possa essere possibile pretendere che un servizio pagato a peso d’oro dai contribuenti, come quello della raccolta differenziata, funzioni a dovere; comunque sia, a patto di riuscire a saltare la montagna di rifiuti davanti casa, abbiamo poi  la possibilità di muoverci in modo ‘Green’, tramite auto elettriche (che non possiamo permetterci)”.


sabato 11 ottobre 2014

Blitz di CasaPound al nuovo centro commerciale Quasar di Corciano.

Perugia, 11 Ottobre - Azione lampo dei militanti di CasaPound Perugia, che nella giornata di oggi hanno affisso uno striscione dal testo: ”Consumismo e grande struttura, commercio locale sotto usura” nei pressi del Quasar, il nuovo centro commerciale cittadino.
“In Umbria si continua a cementificare senza pensare alle conseguenze - afferma Antonio Ribecco, responsabile di Cpi Perugia - con le giunte comunali che si piegano al volere dei palazzinari che impongono strutture imponenti di periferia per la grande distribuzione, quando invece i centri storici muoiono ed i piccoli commercianti vengono schiacciati dalla tasse e dalla mancanza di clienti. Nonostante quindi l'apertura di nuovi punti vendita rappresenti, in un momento di crisi come questo, un vantaggio per i cittadini 'a caccia' di occasioni soprattutto per quanto riguarda i generi alimentari, molti commercianti si trovano in difficoltà proprio a causa di queste nuove e grandi aperture, perché incapaci di reggere il confronto ed in nessun modo sostenuti dalla politica locale; a questi ultimi va tutta la nostra vicinanza, e li invitiamo a scendere in piazza con noi” .

domenica 5 ottobre 2014

Azione di CasaPound Todi contro le nuove colonnine di ricarica per veicoli elettrici.

L’azione di CasaPound contro le nuove colonnine di ricarica per veicoli elettrici.

Todi, 5 Ottobre - “La scelta di istallare le colonnine per la ricarica di veicoli elettrici nel nostro territorio e di questi tempi, è assolutamente fuori luogo”. Lo afferma Andrea Nulli, responsabile di CasaPound Todi, che nella giornata di oggi ha protestato contro il nuovo punto di ricarica cittadino piazzandoci una macchina elettrica giocattolo. Su di essa un cartello, con su scritto: “Da disoccupato solo questa posso permettermi”.

“L’inutilità di tale progetto è palese - afferma Nulli - innanzitutto per la concentrazione attuale di veicoli elettrici, che è praticamente pari a zero visto il costo medio di una utilitaria mossa ad “energia verde” che si può acquistare a non meno di 20000 euro, ed anche per la conformazione del nostro territorio che, non essendo proprio pianeggiante, abbassa drasticamente l’autonomia di un’auto elettrica. Nonostante i dati ottimistici rilasciati dalle case automobilistiche infatti, nella vita di tutti i giorni un’auto elettrica non si spinge oltre i 150 Km di autonomia, per scendere sotto ai 100 km in condizioni particolari come, per l’appunto, la presenza di un paesaggio collinare e montuoso come quello umbro. Per non parlare poi dei tempi di ricarica: sebbene i fautori del progetto del secolo affermino che ‘Grazie a una distanza media di 40 km tra un Comune e l’altro, perfettamente compatibile con l’autonomia dei veicoli elettrici oggi in circolazione la rete di infrastrutture di ricarica supporterà tutti gli spostamenti intercomunali’, cosa peraltro alquanto discutibile se ci si dovesse spostare da Todi a Norcia, c’è da prendere in considerazione il fatto che un’auto elettrica ha dei tempi di ricarica abbastanza lunghi, che vanno da circa un’ora nel caso di colonnine a 43 Kw, fino a 9 ore nel caso di prese a 3 Kw, per intenderci quelle che abbiamo nelle nostre case. Quindi, nel caso noi partissimo dalla nostra città per raggiungere Perugia, avremmo di sicuro bisogno di effettuare una ricarica per essere sicuri di tornare a casa, e quindi saremo costretti a far tappa ad una colonnina ed attendere, nella migliore delle ipotesi, un’ora prima di poter ripartire”.

“Un progetto di sicuro attento all’ambiente - aggiunge Nulli - ma non di certo alle tasche dei cittadini, e di sicuro non del tutto pratico, almeno non in Umbria, e non per i prossimi decenni, quando, si spera, la tecnologia applicata alle auto elettriche sarà perfezionata ed alla portata di tutti, non solo di gente facoltosa che può permettersi di spendere oltre 20000 euro per un giocattolo elettrico con cui scorrazzare sul lungomare”.

“E allora - conclude Nulli - perché vantarsi di un progetto simile? sono previsti acquisti di auto elettriche da parte delle amministrazioni? pensiamo di no, visto che la regione ha da poco rinnovato il parco macchine con veicoli a metano, ed allo stesso tempo speriamo di no, perché sarebbe una spesa scellerata e non dettata da reale necessità. Magari, sempre citando i geni che sono dietro al progetto, sono in arrivo milioni di turisti ‘sempre più alla ricerca, oltre alla vivibilità ed la bellezza dei centri storici, di modalità ecosostenibili per i loro spostamenti’. Magari, e questa è solo una nostra opinione, sarebbe stato meglio investire quei soldi per creare lavoro, visti i dati allarmanti di disoccupazione giovanile, e non pensare a come far spostare i turisti, che tra l’altro non ci sono, in modo ‘green’.



Andrea Nulli - Resp. Cpi Todi

venerdì 26 settembre 2014

Vus, CasaPound portavoce dei cittadini: “Operatori negligenti e scarsa pulizia delle strade".

Spoleto, 26 Settembre - “Il Vus, servizio igiene urbano, come da protocollo dovrebbe occuparsi delle pulizie delle strade pubbliche urbane, ma stando a quanto alcuni cittadini ci riferiscono, gli addetti alla pulizia delle strade non assolvono proprio in pieno il proprio compito”. Lo afferma in un comunicato CasaPound Italia Spoleto, che aggiunge: “Evidentemente i dirigenti del Vus non effettuano controlli serrati sul lavoro degli operatori, visto che oltre al comportamento poco composto che essi assumono sui mezzi meccanici stradali, pare che trascorrano parte del loro prezioso tempo bivaccando nei bar o nelle stazioni di servizio, tutto ciò a discapito dei cittadini che puntualmente pagano un servizio che non rende al cento per cento; tant’è vero che, nonostante le maggiori arterie urbane di comunicazione vengano regolarmente tirate a lucido, quelle meno visibili sono invece trascurate, con i residenti che spesso si ritrovano a dover pulire la propria strada. Insomma, controllare chi non svolge correttamente il proprio lavoro è un dovere sacrosanto di un buon dirigente, ed è dovere sacrosanto allontanare il personale negligente per far posto a chi conosce il valore di un posto di lavoro, soprattutto di questi tempi”.

Carenza di sangue in Umbria, CasaPound invita i cittadini a diventare donatori periodici.

26 Settembre - “Vai a donare! Un giorno potresti averne bisogno anche tu” , questo il messaggio firmato da CasaPound,  apparso su sacche simili a quelle per la donazione del sangue nelle città di Todi, Terni, Spoleto, Perugia e Foligno, per sensibilizzare la popolazione sul problema della carenza di sangue in Umbria. “La nostra regione - afferma Cpi - vive ormai una situazione cronica di carenza di sangue, come confermato dai dati che registrano una forte diminuzione delle donazioni sin dal 2013 e che permane ancora oggi. Questa estate alcuni ospedali delle provincie di Perugia e Terni hanno registrato un rallentamento dell’attività medica e seriamente rischiato l’operatività stessa delle sale operatorie. Con questa azione intendiamo esortare le persone a recarsi a donare il sangue, perché solo diventando donatori periodici è possibile soddisfare i bisogni della nostra regione. E’ inoltre importante ricordare che il donatore periodico avrà uno standard di salute sempre sotto controllo, attuando veramente ciò che viene definita Medicina Preventiva. Concludendo, è utile ricordare che CasaPound Italia tramite il Gr.I.Me.S. (Gruppo Intervento Medicina Sociale) organizza in collaborazione con altre associazioni nazionali raccolte di sangue periodiche, portando l'autoemoteca in grandi e piccoli centri, e promuovendo incontri tra i ragazzi per donazioni ‘di gruppo’ presso i centri autorizzati allo scopo. Come ad esempio il 20 Ottobre, anniversario della strage di Gorla, giornata nella quale si organizzano donazioni collettive in ricordo dei 184 piccoli martiri uccisi nel 1944 da un bombardamento alleato sulla scuola elementare ‘Francesco Crispi’ nel quartiere Gorla a Milano”.






domenica 21 settembre 2014

PERUGIA: “Questione rifugiati”, presidio di CasaPound ad Elce.

Perugia, 20 Settembre - “Italiani disoccupati ed umiliati, immigrati in hotel viziati”, è il testo dello striscione presente presso il presidio organizzato dai militanti di CasaPound ad Elce, come protesta, affermano, “sul modo con cui vengono gestiti i rifugiati rispetto ai tanti italiani bisognosi di assistenza”. 
“In Umbria ed in particolare a Perugia - aggiunge Cpi - continuano ad arrivare rifugiati che vengono gestiti ed assistiti, dietro lauto compenso, da varie cooperative che li collocano in hotel o nuovi appartamenti; un trattamento 5 stelle, di certo ben diverso da quello riservato ai tanti italiani bisognosi di aiuto. Solo per fare un esempio, sono 3,5 milioni i disoccupati nel territorio italiano, un dato allarmante se si pensa che la disoccupazione giovanile è salita ad un tasso del  43,7%, il peggiore degli ultimi 40 anni: a loro viene negata la possibilità di inserirsi nel mondo del lavoro, vengono lasciati in una condizione di perenne precarietà. Per non parlare poi dei piccoli imprenditori costretti a chiudere, o delle grandi aziende costrette a delocalizzare all’estero perché soffocate dalla pressione fiscale. E’ incredibile come lo Stato continui ad ignorare questi dati, come vengano tagliati i fondi all’istruzione pubblica, mentre se ne riservano per garantire borse di studio, vitalizi, alloggi, possibilità lavorative e quant’altro a chi mette piede per la prima volta nel nostro paese, spinto da una disperazione su cui ‘qualcuno’ deve lucrare; per questo saremo nelle piazze a far sentire la nostra protesta, sempre a fianco di chi ne ha bisogno, di chi è costretto a subire una differenza di trattamento che non fa bene a nessuna delle due parti”.


venerdì 19 settembre 2014

TERNI: La Foresta che Avanza contro l'immobilismo sull'inquinamento ambientale.

Terni, 19 Settembre - “Km zero verso il cimitero”, così recita lo striscione della Foresta che avanza, che oggi ha inscenato una singolare protesta posizionando delle lapidi di fronte all'inceneritore di Maratta. “Abbiamo deciso - afferma Riccardo Dozi, responsabile della Fca - di rappresentare la morte delle coltivazioni della zona, visto il divieto, recapitato ai coltivatori, di consumare ortaggi e frutta coltivati nelle aeree più vicine all'inceneritore perché contaminate da diossina. Così, dopo i problemi alle falde acquifere del vicino comune di Arrone che ha lasciato centinaia di persone senza acqua potabile e che ha interessato anche se marginalmente la nostra città, i numerosissimi e fin troppi casi di tumore e patologie respiratorie, le perdite di materiale altamente tossico nella zona discarica, i livelli elevatissimi di polvere sottili, questa del divieto del consumo di ortaggi è la ciliegina sulla torta dell'inquinamento ambientale ternano. Chiediamo quindi alle autorità competenti di adottare quanto prima la politica dei rifiuti zero, di attuare un maggior controllo dei valori di polveri sottili sopratutto nelle terse giornate invernali, di mettere in pratica la bonifica della discarica sopra la galleria del Tescino e una maggiore tutela per gli agricoltori che non possono ne mangiare ne vendere i propri prodotti, a discapito di quel “km zero” di cui tanto si parla ma per il quale niente si fa”.